Archive for 2 Mag 2009

Rieccomi

 

Sto litigando con le foto per riuscire a pubblicarle: nel frattempo vi invito a leggere i due bellissimi articoli apparsi sul Manifesto il 30 aprile 2009, a proposito della visita di Uribe in Italia, linkati nella nuova sezione “stampa italiana” a destra. Purtroppo non stupisce che a riceverlo in udienza privata sia stato papa Ratzinger… Questo la dice lunga sull’idea di cattolicesimo che piace al pastore tedesco. Ora, io sono fieramente atea, ma sono pronta a riconoscere che di letture, interpretazioni e modi di vivere il proprio essere cattolici ne esistono molti, ho avuto occasione di incrociare le esperienze di “credenti” che sono riusciti non dico a convincermi ma ad instillarmi il rispetto per la loro posizione, soprattutto attraverso l’esempio che ne danno con la loro vita quotidiana. Il papa è molto lontano da tutto ciò. Credo che apprezzi molto la Colombia per il suo cattolicesimo becero e imbonitore delle masse, per la sua lotta al “comunismo” con ogni mezzo, per la rassegnazione feroce che è ormai riuscita ad istillare nella gran parte della popolazione, per i suoi tratti retrivi e medievali (uno su tutti, l’illegalità dell’aborto, fatta eccezione per i casi estremi di stupro, grave infermità del feto e pericolo di vita della partoriente), per lo stato di indigenza ed ignoranza nel quale costringe migliaia di suoi cittadini… Del resto, governare le anime è più facile, se gli stomaci sono vuoti e i cervelli incolti.

E mi stupisce ancor meno che Uribe e Berlusconi vadano d’amore e d’accordo. Sui numerosi parallelismi tra il governo italiano e quello colombiano ho avuto modo di confrontarmi, in Italia e in Colombia, un sacco di volte: il sistema mafioso eretto a sistema di governo, l’intimidazione delle opposizioni, la soppressione della libertà di stampa, la delegittimazione della magistratura, il potere concepito come strumento personale di negoziazione, contrattazione e nepotismo, la costante sfacciata mistificazione dei fatti e delle parole, la “guerra al terrorismo” eletta a giustificazione di qualsiasi abuso ed a copertura mediatica efficacissima di ogni fallimento su qualunque altro fronte…

è una ben magra consolazione vedere che questa lettura è condivisa da uno scrittore ed editorialista che io apprezzo molto, Guido Piccoli, autore tra l’altro del mai abbastanza consigliato libro “Colombia, il paese dell’eccesso”, edito da Feltrinelli, dal taglio giornalistico, caustico, forse non troppo oggettivo ma sicuramente imperdibile per avvicinarsi alla realtà intricata della Colombia.

L’altro libro che io di solito consiglio per capire la Colombia, o meglio, il paramilitarismo in Colombia, è “Gomorra” di Roberto Saviano.

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