Rieccomi

 

Sto litigando con le foto per riuscire a pubblicarle: nel frattempo vi invito a leggere i due bellissimi articoli apparsi sul Manifesto il 30 aprile 2009, a proposito della visita di Uribe in Italia, linkati nella nuova sezione “stampa italiana” a destra. Purtroppo non stupisce che a riceverlo in udienza privata sia stato papa Ratzinger… Questo la dice lunga sull’idea di cattolicesimo che piace al pastore tedesco. Ora, io sono fieramente atea, ma sono pronta a riconoscere che di letture, interpretazioni e modi di vivere il proprio essere cattolici ne esistono molti, ho avuto occasione di incrociare le esperienze di “credenti” che sono riusciti non dico a convincermi ma ad instillarmi il rispetto per la loro posizione, soprattutto attraverso l’esempio che ne danno con la loro vita quotidiana. Il papa è molto lontano da tutto ciò. Credo che apprezzi molto la Colombia per il suo cattolicesimo becero e imbonitore delle masse, per la sua lotta al “comunismo” con ogni mezzo, per la rassegnazione feroce che è ormai riuscita ad istillare nella gran parte della popolazione, per i suoi tratti retrivi e medievali (uno su tutti, l’illegalità dell’aborto, fatta eccezione per i casi estremi di stupro, grave infermità del feto e pericolo di vita della partoriente), per lo stato di indigenza ed ignoranza nel quale costringe migliaia di suoi cittadini… Del resto, governare le anime è più facile, se gli stomaci sono vuoti e i cervelli incolti.

E mi stupisce ancor meno che Uribe e Berlusconi vadano d’amore e d’accordo. Sui numerosi parallelismi tra il governo italiano e quello colombiano ho avuto modo di confrontarmi, in Italia e in Colombia, un sacco di volte: il sistema mafioso eretto a sistema di governo, l’intimidazione delle opposizioni, la soppressione della libertà di stampa, la delegittimazione della magistratura, il potere concepito come strumento personale di negoziazione, contrattazione e nepotismo, la costante sfacciata mistificazione dei fatti e delle parole, la “guerra al terrorismo” eletta a giustificazione di qualsiasi abuso ed a copertura mediatica efficacissima di ogni fallimento su qualunque altro fronte…

è una ben magra consolazione vedere che questa lettura è condivisa da uno scrittore ed editorialista che io apprezzo molto, Guido Piccoli, autore tra l’altro del mai abbastanza consigliato libro “Colombia, il paese dell’eccesso”, edito da Feltrinelli, dal taglio giornalistico, caustico, forse non troppo oggettivo ma sicuramente imperdibile per avvicinarsi alla realtà intricata della Colombia.

L’altro libro che io di solito consiglio per capire la Colombia, o meglio, il paramilitarismo in Colombia, è “Gomorra” di Roberto Saviano.

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7 responses to this post.

  1. Posted by guido piccoli on 3 maggio 2009 at 7:00 pm

    ciao e grazie per la stima… ma non ho capito quel “non troppo oggettivo”… è una curiosità privata, quindi se vuoi spiegarmelo c’è il mio email… comunque anche se non fossimo d’accordo su qualcosina non sarebbe grave. un abbraccio di simpatia e stima ricambiata

  2. Posted by simone on 4 maggio 2009 at 3:42 am

    Un saluto e un ringraziamento anche da parte mia per Alice e per il maestro Piccoli.
    Vivi a Bogo?

  3. Posted by maestrina on 4 maggio 2009 at 9:23 am

    Ciao Simone, complimenti ancora per il pezzo sul Manifesto!
    No, dopo vario peregrinare adesso sto a Monza, tornata all’ovile dove sono nata… non è un granchè di posto, ma è casa. La fissa di vivere a Bogo mi era venuta per un po’, ma dopo l’ennesimo pranzo a base di pollo e 46 giorni ininterrotti di pioggia, ho cambiato idea… 😉
    Sicuramente tornerò, non prima di essere riuscita a caricare le foto sul blog, scrivere qualcosa di ordinato e decente sugli agrocombustibili, magari fare un paio di conferenze nelle scuole per condividere quanto ho visto e imparato; le mie mete preferite però restano le regioni, lontane dalla città, dall’inquinamento, dall’alienazione… nono, Bogo è troppo difficile per me…
    un abbraccio, spero di riuscire ad aggiornare il blog e di continuare ad averti tra i lettori!

  4. Ciao maestrina, bentornata! Anch’io sono curioso sul “non troppo oggettivo”! 🙂 Il libro di Guido l’ho letto due volte (e non l’ho ancora recensito sul blog!), e non mi era mai venuto in mente di definirlo cosí…
    Quanto ai paralleli Uribe – Berlusconi, é un terreno fertile (un po’ come Bogotá, con tutta quella pioggia!!!)…
    Salutio, Doppiafila

  5. Posted by maestrina on 4 maggio 2009 at 10:44 am

    insomma, mi sembra che nel libro di Piccoli il taglio giornalistico a volte lasci più spazio agli aspetti eclatanti ed ai singoli episodi “memorabili” (una sorta di epica dell’assurdo tragico), soprattutto per quanto riguarda i movimenti guerriglieri, a discapito di considerazioni sul ruolo sociale e politico delle guerriglie.
    Detto ciò, il mio parere sul libro non cambia… imperdibile!

  6. Posted by guido piccoli on 6 maggio 2009 at 12:36 am

    una volta noi quattro, magari non da soli, ci vedremo e brinderemo a qualcosa di indefinito, siamo accomunati da un amore e lo, chi più e chi meno, chi da più e chi da meno, portiamo avanti unendo passione, ribellismo, laicità e curiosità, per non dire di più? lo spero.

  7. Magari davvero! E la convocazione sará assolutamente via web… 😉

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