Comunicato stampa delle mogli dei cañeros (22 settembre 2008)

COMUNICATO STAMPA

Palmira, 22 settembre 2008

LE MOGLI DEI LAVORATORI DI CANNA VIVRANNO VICINO AI LORO MARITI NEGLI STABILIMENTI ZUCCHERIERI

Più di 5.000 donne tra mogli e madri dei corteros di canna che hanno marciato oggi per le principali vie di Palmira, hanno annunciato che se questa settimana non ci sará una negoziazione tra il Movimento di Lavoratori dell’Industria della Canna di Zucchero 14 giugno ed Asocaña, accompagneranno i loro mariti nelle carpe ubicate all’entrata degli stabilimenti.

Il presidente della Centrale Unitaria dei Lavoratori CUT, Tarcisio Mora Godoy, é arrivato oggi ad accompagnare l’Assemblea Permenente che conta giá più di 12.000 corteros in questa regione del Paese ed ha condiviso la marcia delle donne nella cittadina di Palmas. Nel suo intervento il leader sindacale ha annunciato appoggi logistici nazionali ed internazionali a sostegno dell’Assemblea. “Questo sciopero non lo possiamo perdere e non lo perderemo a causa di mancanza di alimenti per i tagliatori, seminatori, minatori ed altri lavoratori che intervengono nell’industria zuccheriera.”

Nell’evento della Plaza Bolivar di Palmira, le donne hanno annunciato in maniera unanime che esse accompagneranno i loro mariti fino alla fine di questa lotta, e ciò implica vivere nello stabilimento 24 ore su 24.

Francisca Molina racconta che suo marito è  cortero di canna da 28 anni e che non hanno potuto avere una casa propria perché non hanno potuto risparmiare, perché dallo stipendio detraggono vestiti, trasporto, fino al machete, alla fine quello che rimane non basta neanche per il cibo.  Aggiunge: “Lavorano tutti i giorni incluse le domeniche, perché se non vanno le domeniche li licenziano, partono alle 5 dalla mattina e non c’è orario di rientro”. Assicura che le donne manifestano perché non ci sono soluzioni e che ció le obbliga a manifestare nelle strade affinché si veda che sono solidali coi corteros.Questi giorni senza i loro uomini sono stati molto duri perché non c’é da mangiare ed il freddo si impadronisce delle  case. Per finire, chiede al Presidente della Repubblica che cerchi una soluzione al conflitto affinché le famiglie abbiano una vita più giusta, più degna.

Maritza Dominguez, un’altra delle mogli, pensa che sia indispensabile giungere ad un accordo, “Le cose sono difficili, non è giusto che dopo tanto tempo che mio marito lavora come cortero siamo senza casa, in affitto, la lista dei libri e del materiale scolastico di mio figlio non si è potuta comprare, perché il salario non basta neanche per comprare scarpe al bambino, che ha dovuto andare a studiare con scarpe di tessuto perché non possiamo comprargli scarpe piú resistenti. Quelli che più lavorano e meno guadagnano sono i corteros di canna, perció protestiamo, perció stiamo qui. Se si guadagnano $500.000, rimangono loro $150.000 per pagare affitto, cibo e servizi.

LOTTIAMO PER LE NOSTRE FAMIGLIE

ACCOMPAGNATECI

COMITATO COORDINATORE E COMMISSIONE NEGOZIATRICE

Movimiento de los Trabajadores Cañeros 14 de Junio

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