La condizione dei lavoratori di canna da zucchero (Sinaltrainal, 8 ottobre 2008)

Il 15 settembre del 2008 dopo aver realizzato varie mobilitazioni, sessione del congresso e riunioni (assemblee, udienze, tavole rotonde), 12.500 lavoratori tagliatori di canna da zucchero di 8 stabilimenti produttori di zucchero ed etanolo hanno deciso di entrare in sciopero a seguito della risposta negativa di ASOCAÑA per risolvere il plico di petizioni presentato il 14 luglio 2008 da Sinaltrainal, Sinaltcorteros, la Centrale Unitaria dei Lavoratori di Colombia “CUT” sezione del Valle del Cauca ed i comitati di lavoratori tagliatori.

Il fascicolo di petizioni conta 20 articoli che contengono le necessità più imminenti dei lavoratori. La negoziazione del fascicolo tra ASOCAÑA e la commissione negoziatrice dei sindacati (tavolo unico), la contrattazione diretta, la regolazione del taglio meccanico, la contrattazione collettiva della forza lavoro, la stabilità lavorativa, il salario, la salute, la casa, l’educazione, la remunerazione dell’invalidità sono alcuni dei punti essenziali delle richieste.

Tra maggio e giugno del 2005 la maggioranza di questi lavoratori ha realizzato scioperi in vari stabilimenti rifiutando il contratto attraverso contrattisti e coperative private. Dopo diversi giorni l’accordo al quale sono giunti con gli stabilimenti è stato la creazione di Coperative di Lavoro Associato – CTA, che in questi anni sono state uno strumento in più di sfruttamento, precarizzazione e dispersione dei lavoratori. Oggi il compito è ottenere lo sradicamento di queste forme di contrattazione spazzatura che privano della dignità lavorativa e schiavizzano gli operai.

Al fine di ottenere una maggior comprensione del grave problema che colpisce i compagni del settore zuccheriero e come strumento per le commissioni che da diversi mesi partecipano a questa giusta lotta contro la precarizzazione e la povertà, Sinaltrainal contribuisce riportando queste righe e queste cifre che sicuramente faciliteranno la formazione politica dei lavoratori e l’avanzamento nella costruzione della proposta per la sovranità, la democrazia, la pace ed il benessere per i colombiani.

Legame tra le coltivazioni di Canna e le Multinazionali

Le coltivazioni di canna sono strutturate in una catena di produzione e sfruttamento che comprende: i proprietari di terra che affittano i poderi per la coltivazione, percependo un guadagno assoluto; altri che possiedono il suolo e contemporaneamente lo coltivano, i cosiddetti coloni; e infine quelli che sono padroni dei terreni, coltivano e processano negli impianti i derivati della canna da zucchero. Inoltre, estraggono plusvalore da diverse categorie di lavoratori, come i tagliatori, gli addetti al trasporto, gli operai della trasformazione industriale ed altri.

Ugualmente alla palma, i capitalisti in questo settore sono riusciti a sviluppare, a partire da questa materia prima, una produzione diversificata di merci. I loro lavoratori coltivano canna per il consumo interno e l’esportazione, elaborano zucchero di diverso tipo, melassa e producono agrocombustibili.

La canna per l’esportazione e i suoi derivati sono consegnati ad una commercializatrice i cui padroni sono i grandi proprietari delle coltivazioni e degli stabilimenti, chiamata Cimasa, che fornisce inoltre ai padroni degli stabilimenti i fertilizzanti per le coltivazioni.

Ciamsa alimenta con i suoi prodotti le grandi multinazionali che commercializzano a livello mondiale le materie prime agricole basiche. Tra queste soprattutto le britanniche ED&F Man e Tade and Lyle, la italiana Ferruzzi, le tedesche Südzucker y Nordzucker e la nordeamericana Cargill.

Questa commercializzatrice ha incrementato i propri utili tra il 2005 e il 2006 più del 1000%. I padroni delle piantagioni sono favoriti, da un lato, dall’aumento dei prezzi dello zucchero, che salgono perché migliaia di ettari prima dedicati a coltivare la materia prima per questa industria ori si utilizzano nella elaborazione di agrocombustibili, creando scarsità del dolcificante. Dall’altro lato, lucrano degli enormi sussidi che il governo concede agli impianti, specialmente a quelli di Carlos Ardila Lülle, Cauca, Providencia e Risaralda, per processare i già menzionati agrocombustibili.

Intanto, i lavoratori sono perseguitati senza pietà. Ricordiamo la sorte degli operai dello stabilimento San Carlos, i cui dirigenti sindacali sono stati assassinati dopo aver costituito la propria organizzazione, e dei lavoratori tagliatori, sottomessi al supersfruttamento nelle piantagioni,che ricevono salari miserabili oscillanti tra i 150 e i 300 dollari statunitensi al mese, lavorando da 12 a 16 ore al giorno; non hanno diritto a ferie, indennità di licenziamento, prestazioni sociali né sicurezza sociale pagata dai padroni e pagano le proprie dotazioni ed i propri utensili.

Sopravvivono in condizioni semiumane ed ora li minacciano di desplazamiento massivo dal proprio lavoro, dovuto all’introduzione di tagliatrici meccanizzate, ciascuna delle quali può rimpiazzare 640 uomini. I movimenti di protesta repressi nel 2005 e nel 2008 nei dipartimenti di Valle del Cauca e Cauca mostrano come i lavoratori, reclutati con la modalità delle coperative di lavoro associato, siano in una situazione disperata e giochino il tutto per tutto al fine di rompere il sistema di schiavitù imperante in questa modalità di agroindustria, imposta dai grandi proprietari ed appoggiata integralmente dallo Stato oligarchico.

Stabilimenti: proprietari e numero di lavoratori

Stabilimento

Fondazione

Propietari

Totale di lavoratori

Tonnellate processate al giorno

Incauca

1963

1980

Flia Eder

G. Ardila Lulle

3.500

confermare

15.000

La Cabaña

1944

Flia Seinjet

3.200

5.200

Mayagüez

1937

Hurtado-Holguín

3.213

6.000

Central Tumaco

1954

Salcedo – Borrero

530

2.500

Providencia

1.926

1991

Flia Cabal

Ardila Lulle

2.000

8.500

Manuelita

1864

Flia Eder

4.073

confermare

9.000

Pichichi

1941

Flia Cabal Galindo

1.620

3.500

María Luisa

1930

Harinera del Valle

400

800

San Carlos

1945

Sarmiento Lora

1.300

4.000

Carmelita

1950

Garrido-Amézquita

1.000

2.500

Central Castilla

1930

Flia Caicedo González

2.600

7.000

Riopaila

1928

Flia Caicedo González

3.200

confermare

7.000

Risaralda

1973

Corpofinaciera-

FEDECAME – Cofiagro

2.000

3.500

Totale

30.621

74.500

L’Agroindustria Zuccheriera Colombiana si trova principalmente nella valle del fiume Cauca, nella zona sud-occidentale del paese. Comprende 39 municipi di quattro Dipartimenti: 33 dei 42 municipi di Valle del Cauca (78% dell’area totale seminata), 7 del dipartimento del Cauca (19%), 4 di Risaralda (1,6%) e 3 municipi di Caldas (1,3%). Si semina canna anche nel Cesar e nel Norte de Santander.

Municipi di influenza:

Incauca: Florida, Miranda,

La Cabaña: Puerto Tejada, Caloto

Mayagüez: Candelaria

Central Tumaco: Palmira

Providencia: Palmira, Cerrito, Guacari

Manuelita: Palmira, Cerrito y Guacari

Pichichi: Buga, Guacara, Cerrito

María Luisa: Pradera y Florida

San Carlos: Tulúa, San Pedro

Carmelita: Río Frío, Tulua

Central Castilla: Pradera

Rió Paila: Tulúa, Bugalagrande, Andalucia, Zarzal, Roldadillo, Bolívar, la Victoria.

Risaralda: La Virginia, Cerritos

Nella valle del fiume Cauca esiste un’area seminata di 203.000 ettari su un totale di 418.000 ettari in piano, per la produzione del 97% dello zucchero nazionale; 1600 coltivatori di canna (coloni) raggruppati in Procaña, possiedono i ¾ dell’area totale coltivata, il resto (1/4) è proprietà degli stabilimenti (13). L’area totale seminata è di 236.000 ettari

“32 dei 35 fiumi che attraversano la regione e 2000 pozzi superficiali sono utilizzati e contaminati dagli impianti. Stiamo consumando i residui dell’acqua. E la qualità? La produzione di alcohol carburante-etanolo- è di 1.1 milioni di litri. 40.000 ettari dedicati alla produzione di etanolo nel Valle del Cauca , che a loro volta consumano 128 milioni di metri cubi di acqua dolce superficiale e sotterranea per la semina, il che costituisce il 12% delle risorse idriche del dipartimento, dedito alla produzione agricola. Si prevede che l’etanolo arriverà ai 100.000 ettari nel 2010 – consumerebbero 270 milioni di metri cubi d’acqua nel periodo”(El paro de los corteros. ¡Mísera vida! La Razón No 60 Septiembre de 2008).

I lavoratori

Attualmente l’indotto dello zucchero[1] genera approssimatamente 6.000 posti di lavoro diretti e 216.000 indiretti, il che significa che circa un milione di persone dipendono da questa attività, data la composizione familiare della regione.

“Si calcola che in queste imprese lavorano 12.500 tagliatori di canna, dei quali 9.500 contrattati mediante 102 Coperative di Lavoro Associato, CTA. Essere contrattati dagli stabilimenti direttamente come dipendenti è un privilegio assaporato da solo 485 lavoratori”.

(Que no les piquen más canna. Di Luís Ángel Murcia, corrispondente di Semana a Cali)

Altre fonti affermano che sono 19.000 i tagliatori di canna e che il numero delle coperative è 150.

Sindacalizzazione e negoziazione collettiva.

La sindacalizzazione è bassissima, come negli altri settori dell’economia. In questo settore sono presenti diverse organizzazioni sindacali, però quelle che raggruppano la maggioranza degli operai sono sindacati padronali, attraverso i quali il padronato controlla la possibilità che i lavoratori raggiungano un buon livello organizzativo che renda loro possibile ottenere migliori condizione di lavoro e di vita e partecipare nelle grandi decisione che la regione necessita, non solo per il benessere degli operai ma per quello della popolazione in generale.

Questa è una delle ragione per le quali i lavoratori continuano con modalità di lavoro terziarizzato attraverso le CTS, che aumentano la deslavorizzazione e la precarizzazione dei loro redditi.

Stabilimento

Numero di lavoratori

Sindacati

Contratto Collettivo

Incauca

3.500

confermare

Sinaltaglioros

Sintracauca

sinaltrainal

Sintracauca CTC

La Cabaña

3.200

Sintraincabaña

Sintraicannazucol

Sintraincabaña CGT

Mayagüez

3.213

Sintraicannazucol

Sinaltrainal

Sintraindulce

Sintraindul CTC

Central Tumaco

530

Sintraicannazucol

Sinaltrainal

Sintraicannazucol CUT

Providencia

2.000

Sinaltrainal

sintraprovidencia

Sintraprovidencia CTC

Non c’è contratto collettivo

Manuelita

4.073

confermare

Sintraicannazucol

Sinaltrainal

Sintracannavalc

Sintraicannazucol CUT

Pichichi

1.620

Sintraicannazucol

Sinaltrainal

sintrapichichi

Sintrapichichi CTC

María Luisa

400

Sintraicannazucol

San Carlos

1.300

Sintrasancarlos

Sintrasancarlos CGT

Carmelita

1.000

Sintracarmelita

Sintraicannazucol

Sintraicannazucol CUT

Central Castilla

2.600

Sintracastilla

Sinaltrainal

Sintrariopaila castilla

Contrato sindical

Riopaila

3.200

confermare

Sintrariopaila

Sintrariopaila CTC

Non c’è contratto collettivo

Risaralda

2.000

Sintraidubar (Sintraindulce)

Sintraicannazucol

sintraindubar

Iper-sfruttamento, Precarizzazione e Miseria.

1. Le forme di sfruttamento –terziarizzazione- (imprese associative di lavoro, precoperative, coperative di lavoro associato, contratti sindacali, contrattisti) messe a punto dagli stabilimenti (modello neoliberale) sono ogni volta più inumane e aggravano la deslavoralizzazione e la precarizzazione del valore della mano d’opera. Sono molto pochi i tagliatori con contrattazione diretta.

Tagliatori di canna con contrattazione diretta e affiliazione sindacale:

Stabilimento

Sintraicannazucol

Altri sindacati

Mayagüez

38

36

Carmelita

60

50

Manuelita

250

60

Cabaña

250

80

Total

598

226 824

Luís Ángel Murcia, corrispondente di Semana a Cali, afferma che sono solo 485 il totale di tagliatori contrattati direttamente dalle imprese.

2. Poiché si tratta di un lavoro a cottimo l’operaio estende la sua prestazione a più di 8 ore (fino a 12-16 ore) realizzando un sovra-sforzo fisico con l’obiettivo di produrre di più per ottenere un salario migliore.

3. Se il lavoratore si ammala non gli pagano l’assenza per cure mediche, nemmeno la malattia se inferiore a tre giorni – quasi sempre. Le malattie più comuni nel settore sono: lombaggine, artrosi, ernia del disco, osteoartrosi della colonna e del disco, osteoartrosi della colonna e canal estrecho adquirido, estenosis del canale neurale por tejido conjuntivo, canal estrecho secundario, lombaggine cronica, sindrome facietario, ipertrofia facietaria, sclerosi e bursitis. Possono presentarsi infezioni per il contatto con acque inquinate e gli agrochimici come il glifosato.

4. La terziarizzazione del lavoro riduce sostanzialmente il reddito de tagliatore dovuto alle multiple trattenute.

Quadro di quanto rende un tagliatore di canna:

1

2

3

4

5

6

7

Canna quemada festiva

8872

1195

2266

561

4850

54.66%

Canna quemada ordinaria

5738

1848

1692

561

1637

28.52%

confermare

Canna semilimpia ordinaria

6725

1380

1465

561

3319

49.35%

Canna semilimpia festiva

9732

2027

2846

561

4658

47.86%

1. tipo di canna

2. valore assegnato dall’impresa alla tonnellata tagliata

3. trattenute di compensazione

4. trattenute per la sicurezza sociale

5. trattenute per quota di amministrazione

6. quanto riceve il lavoraytotre

7. percentuale trattenuta per ogni tonnellata tagliata.

Se il lavoratore taglia 3 tonnellate e ½ di canna semilimpia al giorno gli tratterranno $11.616 al giorno, cioè $348.480 al mese. Con questi redditi non vive nessuna famiglia.

5. Nonostante lo sforzo, i lavoratori vedono ancor più ridotti i propri ingressi dalle truffe dei padroni quali: tarature falsate nelle bilance, annotazioni scorrette nelle partite di taglio, multe per bruciatura della canna.

6. I bassi salari e la carenza di prestazioni sociali impediscono di ottenere migliori condizioni di vita. Senza abitazione, salute, pensione, ferie, educazione, ricreazione, sicurezza sociale, salute occupazionale… è impossibile raggiungere un benessere

7. Nella forma in cui presta i suoi servizi non riceve prestazioni legali, nè maggiore retribuzione per il lavoro straordinario e nelle domeniche e festivi.

8. Non riceve le dotazioni (vestiti da lavoro, machete, lima ecc…) necessarie per la realizzazione delle sue prestazioni.

9. Gli operai competono con le macchine tagliatrici per ottenere maggiori salari.

10. La maggior responsabile della precarizzazione degli operai è la mancanza di organizzazione. Se la mobilitazione dei tagliatori del 2005 avesse generato un buon livello organizzativo oggi le condizioni sarebbero distinte, anche con l’accordo coperativo.

Cosa dice Asocaña.

La precarizzazione degli operai contrasta con i dati che ASOCANNA fornisce ai mezzi di comunicazione per nascondere la verità:

Investimento Sociale secondo Asocaña. Nel 2007 sono stati destinati 25.000 milioni di pesos, il 17% degli utili netti, a programmi di responsabilità sociale in educazione ,ricreazione, cultura e abitazione, dice Asocaña in un comunicato.

Il settore propone programmi di responsabilità sociale con i quali sono state costruite 236 scuole e licei per 5.000 alunni. L’80% dei suoi lavoratori hanno una casa di proprietà (El País 28 settembre)

Il settore apporta il 6% del PIB di Valle del Cauca e il 47% del PIB agricolo regionale (El Espectador 28 settembre).

Manuelita S.A. in Mitos y Realidades (**@#§§*!) distribuita nella regione dice: “La gestione fronte alle Cajas de Compensación per programmi di abitazione è permanente. Concretamente in questa zona Manuelita sta apportando senza nessun costo un lotto di 7 ettari e ½, e in alleanza con Comfandi porterà a termine il Progetto “Porvenir de Comfandi” nel corregimiento El Placet, con 472 abitazioni, per la maggior parte associate alle coperative che prestano i propri servizi a Manuelita, personale contrattato e di famiglie di questa comunità”.

La produzione

ETANOLO (alcol carburante)

Stabilimento

Produzione di litri al giorno

Utili 2005

Utili 2006

Cauca

300.000

17.269

49.580

Manuelita

250.000

28.648

42.871

Mayagüez

150.000

24.807

39.320

Providencia

250.000

21.958

44.129

Risaralda

75.000

16.436

27.635

Total

1.050.000 litri

109.118 milioni

203.535 milioni

Nel 2007 le cinque distillerie hanno ottenuto una produzione di 275 milioni di litri, che equivalgono a 23 milioni di litri al mese; questa produzione è stata distribuita nell’occidente della Colombia, nel eje cafetero, a Bogotà e nella sua area metropolitana e a partire da maggio 2007 sono stati inclusi i Santanderes, il cui consumo è calcolato in 3 milioni di litri al mese.

La produzione giornaliera di etanolo equivale a 16.000 barili di petrolio estratto al giorno.

“Attualmente il Governo Nazionale sussidia con più di 1500 milioni di dollari all’anno 5 stabilimenti per la produzione di etanolo, come parte della politica promossa dal Ministero dell’Agricoltura attraverso decreti e risoluzioni che esonerano dalle imposte il settore e creano incentivi alla produzione tanto di etanolo quanto di agrodiesel”

(Los agrocombustibles en boga: El caso del etanolo en Colombia. Paula Álvarez Roa | Colombia | 02/04/2008)

Il prezzo dell’etanolo è regolato dal Ministero delle Risorse Minerarie. Nel febbraio 2006 ha prodotto la risoluzione 180.222, che stabiliva la metodologia per la determinazione dei prezzi. Mensilmente, il Ministero delle Risorse Minerarie prepara una nuova risoluzione corrispondente ai prezzo della gasolina di base, la gasolina ossigenata e l’alcohol carburante.

I principali distributori di maggioranza dei combustibili come Terpel e le transnazionali ExxonMobil, Petrobrás o Chevron Texaco sono altri dei grandi beneficiari dell’affare dell’etanolo.

I benefici del Governo per i produttori di Etanolo.

“Mentre 30 milioni di colombiani soffrono di un qualche grado di denutrizione -68% della popolazione – e 6 milioni soffrono di fame acuta e muoiono per questo, il governo nazionale sussidia con i nostri soldi i grandi impresari di etanolo. Noi poveri paghiamo tasse elevate affinché il governo li arricchisca ancora di più. Ecco come il governo investe le tasse dei colombiani poveri, perché i ricchi godono di esenzioni tributarie –non pagano le tasse.

(Las cifras de la industria azucarera. LA RAZÓN No 60. Segunda quincena de septiembre)

L’industria zuccheriera gode dei seguenti benefici da parte del governo.

· La legge 693 del 2001 obbliga a mescolare il 10% della gasolina con l’etanolo e questa miscela dovrebbe arrivare al 20% nel 2012.

· La legge 788 del 2002, artt. 31 e 88 di “Reforma Tributaria” ha garantito all’industria zuccheriera esenzioni da IVA, tasse e contributi per un valore medio tra i 120 ed i 150 milioni di dollari l’anno agli stabilimenti zuccherieri produttori di etanolo.

· Gode di esenzioni doganali per l’importazione di beni (macchinari, concimi, materie prime) destinati al processo produttivo grazie al noto PLAN VALLEJO. Sono sostenuti attraverso l’esportazione di zucchero e di altri prodotti derivati.

· Nell’aprile del 2008 il Senato esenta i proprietari degli stabilimenti dal pagare il 20% del proprio consumo di energia elettrica, coperto dallo Stato.

· Il governo nazionale investe in infrastrutture stradali per un valore di 1600 milioni di dollari nella superstrada di Buenaventura, che beneficia direttamente l’agroindustria dell’etanolo.

· Si migliora la concessione portuaria di Buenaventura ai privati, tra gli altri, produttori di etanolo, per 3000 milioni di dollari, per favorire gli affari agroesportatori della regione.

· Colciencias sviluppa un Piano di Scienza e Tecnologia degli Agrocombustibili per 1.6 milioni di dollari che favorisce i piani di espansione dell’agroindustria di etanolo e di palma africana.

· Il Ministero dell’Agricoltura ha destinato 20.000 milioni di pesos al programma di Agro Ingreso Seguro per credito blando per sviluppare progetti di etanolo.

Produzione di zucchero

Nel mondo si producono più di 130 milioni di tonnellate di zucchero, delle quali 95 milioni si estraggono dalla canna da zucchero e 35 milioni dalla barbabietola. La Colombia partecipa con l’ 1,7% della produzione mondiale di zucchero (nel 2006 di 2.415.145 tonnellate) e con il 2,3% della coltivazione di canna.

Durante il 2006 si registra una macinatura di canna di 21,8 milioni de tonnellate che hanno prodotto 2.415.145 tmvc di zucchero e 274 milioni di litri di alcol. Il volume di zucchero esportato arriva a un totale di 925.565 tmvc. La Colombia è tra i 10 paesi con maggiore esportazione di zucchero.

Nel 2007 si fabbricano 2,27 milioni di tonnellate al metro di zucchero, risultato di una macinatura di 20,9 milioni di tonnellate di canna. Il consumo è di 1,5 milioni di tonnellate di zucchero, tra il consumo diretto delle abitazioni e la domanda delle diverse imprese di alimenti e bevande. Le esportazioni arrivano alle 716.000 tonnellate di zucchero, il che rappresenta più di 230 milioni di dollari USA.

Meccanizzazione

È uno dei problemi più gravi che affrontano gli operai del taglio della canna, poiché la meccanizzazione tende a desplazare ogni giorno un numero più grande di lavoratori, i quali resteranno disoccupati e le famiglie senza reddito. Qualcosa di terribilmente grave in una regione dove la monocoltivazione di canna da zucchero si rafforza per la produzione di etanolo.

Queste sono alcune delle affermazioni del padronato zuccheriero e del governo nazionale sul tema:

Luís Fernando Londoño Capurro (presidente di Asocaña). El País 18 settembre: “L’opzione del taglio meccanizzato è economicamente più redditizia del taglio manuale. Senza dubbio, coscienti della problematica sociale del Valle del Cauca, gli stabilimenti hanno mantenuto il taglio manuale”.

Intervista al Ministro di Protección Social Diego Palacio. El Espectador. 28 settembre: “Valle del Cauca si sta giocando il suo futuro”. Credo che Valle del Cauca affronti in questo momento una enorme sfida. Accettare che l’industria zuccheriera entra inevitabilmente in un processo di meccanizzazione, e che bisogna offrire alternativa ai tagliatori attuali ed ai loro figli. Uno non può pretendere che Valle del Cauca sospenda la meccanizzazione dello zucchero. Questo non è possibile e sarebbe grave per la regione.

Il taglio manuale è condannato alla sparizione? Sì, questa è la mia precezione. Ho la totale convinzione che la discussione non è se la meccanizzazione si debba fare o no, ma come e quando. Come pianificare e organizzare questo processo di transizione deve essere un tema prioritario nell’agenda degli abitanti di Valle del Cauca. Sarebbe molto grave che realizzare una meccanizzazione accelerata senza nessun tipo di pianificazione. Credo che qui nel Valle si stia giocando il futuro. Uno dei grandi temi che bisogna sedersi a discutere apertamente è come si farà questo processo di transizione dalla manualità alla meccanizzazione nello zucchero.

Già in alcuni stabilimenti il 45% della produzione è meccanizzata. Che faranno quando l’80% o il 90% del settore sarà meccanizzato? Che succederà con i tagliatori attuali, i loro figli ,le popolazioni vicine? Questo è il problema strutturale di fondo”.

Zucchero. Inflessioni. Di Oscar López Pulecio. El Espectador. 4 ottobre 2008: “Il conflitto sociale mosso dai tagliatori di canna da zucchero è un sintomo del processo di trasformazione del mercato del lavoro nella agroindustria colombiana. Tutto il settore industriale modernizzandosi e tecnificando i suoi processi richiede meno mano d’opera, la quale si suppone debba avere la possibilità e la capacità di reinserirsi in altre attività produttive. La permanenza di un numero così grande di tagliatori che fanno il lavoro manuale di raccolta in una industria dove tutti gli altri processi sono altamente tecnificati è anacronistico, e si deve a un misto di paternalismo lavorale ed economie di breve periodo che hanno sospeso la decisione della meccanizzazione.

Una macchina taglia in media 35 tonnellate all’ora, desplazando approssimatamene 80 uomini. La proiezione degli impresari è ridurre in 5 anni l’80% della mano d’opera (desplazare 9.000 lavoratori tagliatori); il che darebbe origine ad un grave problema sociale.

I padroni degli stabilimenti rimpiazzano gli operai con le macchine per produrre più alimenti per le auto (combustibili) a danno degli alimenti per gli uomini. Frenare l’aumento della fame e della miseria nella regione zuccheriera è una priorità.

Non si deve dimenticare che dietro l’attività dei tagliatori ce ne sono altre come l’elaborazione, la distribuzione e la commercializzazione di elementi di lavoro e dotazioni di tute e scarpe, in più i commercio ed i lsettore dei trasporti si vedranno pregiudicati.

Le coperative ogni anno hanno meno offerta mercantile, cioè meno ettari per tagliare, però con lo stesso numero di affiliati, perciò devono darsi il turno al taglio diminuendo così i giorni lavorativi per settimana e quindi i redditi.

Utili

Il settore ha registrato nel 2007 utili netti per 148.000 milioni di pesos, mentre i lavoratori hanno peggiorato la loro miseria a causa degli scarsi redditi (salari precarizzati) e poiché non hanno diritto ad altre rivendicazioni (tredicesima, pensione, ferie, ecc..)

Importazioni e incrementi.

Per contrarrestare la solidarietà che la popolazione ha portato al conflitto dei tagliatori di canna, il governo e il padronato hanno lanciato una forte campagna di disinformazione cercando di manipolare l’opinione pubblica, sostenendo che lo sciopero è responsabile dell’aumento dei prezzi dello zucchero e dell’etanolo. Gli accordi del governo colombiano con le grandi multinazionali fanno si che gli incrementi negli alimenti e nei combustibili siano molto comuni, colpendo gravemente i precari redditi dei lavoratori. “Quest’anno il gallone di gasolina in una città come Bogotà è aumentato del 10.7% (724 pesos)”

(El Tiempo. 29 settembre “.En 5000 milioni de pesos diarios estima Asocanna perdidas por paro azucarero.”)

La Colombia ha importato 42.000 tonnellate di zucchero da Bolivia e Ecuador (El País 2 ottobre).

Nel paese il volume di 50 kili, che prima dello sciopero costava 51.000, ora costa 80.000; questo sta alla radice della carenza di questo prodotto fondamentale nella canasta familiare

(El Tiempo 4 ottobre).

“Nel mezzo di questo nodo lavorativo restano i colombiani che possiedono o usano le auto che consumano al giorno 70.000 barili di gasolina. Il milione di litri giornaliero di etanolo che si mescola al 70% di questa gasolina lo producono 5 stabilimenti zuccherieri, quattro dei quali colpiti dallo sciopero”.

(“Que no les piquen más canna”, Di Luís Ángel Murcia, corrispondente di Semana a Cali)

“Per lo sciopero sale la gasolina. Grazie allo sciopero dei tagliatori del Valle del Cauca da 16 giorni, il prezzo della gasolina si è alzato mediamente di 114 pesos nelle regioni dove si mescola il prodotto con l’etanolo, secondo le dichiarazioni dei piccoli distributori di combustibile. Il rialzo è stato addizionale all’aumento di settembre che fu di 100 pesos per gallone ed è stato generato dalla scarsità di alcohol”.

(El Tiempo. 29 settembre “.En 5000 millones de pesos diarios estima Asocaña perdidas por paro azucarero.”)

“Il prezzo del gallone di gasolina a Cali ha subito un aumento di 147.94 dollari che secondi i distributori di combustibile è conseguenza dello sciopero portato avanti dai tagliatori di canna da una settimana”.

(El país de Cali. Gasolina subió $147 en Cali. 24 settembre 2008).

Secondo calcoli dell’industria, ogni giorno si perdono 5.000 milioni perché non si macinano in media 50.000 tonnellate di canna, con le quali si producono 4.560 tonnellate di zucchero e 950.000 litri di etanolo.

(El País 2 ottobre 2008).

Ogni giorno per lo sciopero non si producono 4.000 tonnellate di zucchero

(El Tiempo 27 settembre).

Attualmente si producono solo 100.000 litri di etanolo nello stabilimento di Risaralda.

Nel Valle del Cauca, il 75% della canna da zucchero la producono gli agricoltori, che hanno perso 25.000 tonnellate di canna al giorno.

(El País octubre 2).

Questa amara realtà è quello che i lavoratori tagliatori di canna desiderano cambiare con il conflitto lavorativo che stiamo vivendo.

Sinaltrainal

Valle del Cauca, 8 ottobre 2008.


[1] Imprese fornitrici e clienti della produzione di canna da zucchero, come compagnie di alimenti, bibite, commercializzatrici, di liquori, di carta, energia, servizi finanziari, servizi medici, trasporto, macchinari agricoli e di fabbrica, ricambi, combustibili, lubrificanti, ricerca, laboratori di metalmeccanica e fonderia.

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