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Minga indigena, sciopero dei cañeros, manifestazioni alla Nacional e altro ancora

Mentre attendo notizie sulle mobilitazioni in Italia contro la Gelmini, comincio ad aggiornarvi su quanto accade qui.

Prima di tutto, le popolazioni indigene di tutta la Colombia stanno insorgendo contro il governo Uribe per reclamare la terra; a causa del mancato adempimento di patti già siglati, infatti, 400.000 indigeni senza terra sono in pericolo di vita e 18 popoli indigeni stanno rischiando l’estinzione. La mobilitazione è chiamata “minga” poichè questa parola indica, in non mi ricordo quale delle più di 80 lingue indigene parlate in Colombia, il lavoro comunitario e condiviso della terra. A questa mobilitazione enorme il Governo sta ovviamente rispondendo con le pallottole: si contano già 4 morti ed 80 feriti, più le svariate intossicazioni a causa dei gas lacrimogeni. I lavoratori della canna da zucchero nella regione di Valle del Cauca sono già in sciopero da tempo, ed ora le due manifestazioni stanno convergendo in quanto anche la minga indigena si dirige verso la stessa regione. Alla protesta si aggiungono gli studenti universitari della Universidad del Valle e, con una manifestazione di solidarietà prevista per domani, anche quelli della Universidad Nacional di Bogotà. A questo proposito vi segnalo i siti della ONIC e del CRIC, il blog dei Trabajadores cañeros, oltre ad INDYMEDIA COLOMBIA, per aggiornamenti in tempo reale in spagnolo; io ho cominciato a tradurre qualcosa, troverete man mano aggiornamenti nella sezione dei link “traduzioni dai media colombiani” (che presto sarà più ricca ed avrà un nome meno brutto). Ho cominciato da “El Tiempo” non certo perchè sia la pubblicazione più rivoluzionaria della Colombia, ma perchè è quella più letta, essendo “El Tiempo” l’unico quotidiano colombiano a diffusione nazionale.

Si continua intanto a far luce sulle vittime delle esecuzioni extragiudiziali (cioè omicidi commessi dall’esercito al di fuori dei combattimenti contro la guerriglia e successivamente presentati come “muertos en combate”, caduti in combattimento) ed i loro carnefici. Quattro persone desaparecidas a Bogotà sono state presentate dall’esercito, ormai morte, come guerriglieri caduti in combattimento; ma i grossolani errori delle forze militari fanno sì che la verità venga lentamente ed inesorabilmente a galla. In attesa di pronta traduzione, chi mastica un po’ di spagnolo può andare a consultare l’ultimo numero di Desde Abajo.

Sembra invece concluso lo sciopero dei fiscales (ovvero del personale addetto all’amministrazione della giustizia, dai giudici agli usceri) che durava da più di un mese: i manifestanti ed il Governo hanno raggiunto un accordo sugli aumenti salariali richiesti. Questo dovrebbe portare al ritiro della dichiarazione di “Conmoción Interior” (emergenza nazionale) decretata dal Governo per fronteggiare questo sciopero. (El Tiempo e Desde Abajo i siti di riferimento).

Prosa troppo telegrafica? Domani mi metto a tradurre…