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Un caso di studio: l’impatto di un progetto di sviluppo rurale di USAID nella regione del Catatumbo

Quello che segue è l’ultimo capitolo della mia tesi. Un resoconto sinteticissimo della mia esperienza di ricerca a Tibù, Catatumbo, Norte de Santander, Colombia. Se  vi piace, se dopo averlo letto volete citarlo, usarlo, modificarlo…potete farlo, non a scopo di lucro ed indicando la fonte: “Colombia: quale sviluppo? Iniziative di sviluppo rurale nella regione colombiana del Catatumbo”, tesi di laurea magistrale in Relazioni Internazionali di Alice Pelosi, Università degli Studi di Bologna, A.A. 2008-2009.

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L’analisi di un progetto di sviluppo rurale promosso da una grande agenzia di aiuti allo sviluppo in una regione caratterizzata, per tutto il ventennio appena considerato, da forte presenza sia di guerriglia che di paramilitarismo, può fornire delle risposte ai quesiti di cui sopra ed individuare quali sono gli spazi di partecipazione e protagonismo della popolazione rurale nella definizione dei propri obiettivi di sviluppo e nell’implementazione di strategie adeguate.
Nella regione colombiana del Catatumbo è attivo dal 2006 un progetto dell’agenzia governativa statunitense di aiuti allo sviluppo, USAID. Il progetto, denominato MIDAS (Más Inversión Para el Desarrollo Alternativo), è specificatamente indirizzato alle famiglie della campagna colombiana e si propone di “incoraggiare lo sviluppo alternativo sostenibile, appoggiando famiglie sfavorite attraverso iniziative private impresariali, agroindustriali, forestali e di riforme nell’ambito legale ed istituzionale che permettano di generare ingressi leciti, migliorando le loro condizioni di vita e le opzioni socioeconomiche” . MIDAS si propone di attrarre ed incentivare l’investimento privato in agricoltura, specificatamente in coltivazioni considerate di “importanza strategica”: cacao, caffè, palma, gomma e prodotti forestali destinati al commercio. Questo obiettivo è raggiunto a mezzo di quattro aree principali: agrobusiness, forestale, PYME (piccola e media impresa) e politica. Ai fini della seguente trattazione, ci si soffermerà sull’esposizione e l’analisi della prima e dell’ultima area .
L’obiettivo dell’area “agrobusiness” è quello di stimolare il settore privato e i commerci leciti, promuovendo la cultura impresariale tra i piccoli agricoltori e generando fonti alternative di reddito ed occupazione nei sei “corridoi geografici” dove opera MIDAS. L’area agrobusiness appoggia imprese ed associazioni private che siano in grado di raggiungere gli standard internazionali ed accedere ai mercati esterni. Allo stesso tempo si propone di coinvolgere i piccoli agricoltori e le comunità vulnerabili, generando opportunità socioeconomiche per la popolazione rurale: la “crescita regionale sostenibile” è possibile infatti solo con l’apporto fondamentale delle strutture organizzative della popolazione, rafforzando la coesione sociale ed aumentando i poteri locali. Gli obiettivi previsti per il 2010 sono la creazione di 31.000 impieghi, la coltivazione di 149.000 ettari con “coltivazioni lecite e sostenibili”, la creazione o il rafforzamento di 70 imprese del settore privato; tutto ciò dovrebbe procurare benefici diretti a 18.000 famiglie.
La fonte alternativa di reddito proposta dal programma MIDAS, in stretta coordinazione con le politiche di sviluppo nazionali e le priorità stabilite dallo statunitense Plan Colombia, è la coltivazione della palma africana, coltivazione considerata di alto valore strategico per l’ottimo posizionamento sul mercato internazionale quale materia prima per la produzione di agrocombustibili. La scelta di questa coltivazione sembra obbedire ad un criterio efficiente e razionale: per risollevare le sorti di un’economia post-conflitto completamente depressa, è necessario individuare un’alternativa che goda di ottimi vantaggi comparati sul mercato internazionale e possa garantire impiego stabile e lecito alla popolazione. In realtà, come si avrà modo di osservare in seguito, le conseguenze sociali, economiche e politiche del progetto si allontanano molto da quelle dichiarate, provocando la disgregazione di quel tessuto sociale che si pretendeva tutelare e rafforzare. Dall’analisi dell’area di “politica”, infatti, emerge molto chiaramente come la popolazione locale di “beneficiari” non abbia alcuna voce in capitolo e debba limitarsi a “ricevere” l’”aiuto” secondo modalità, obiettivi e finalità decisi altrove:

“[L’area ‘politica’] cerca di promuovere riforme alla politica economica e rafforzare l’istituzionalità al fine di aumentare la competitività colombiana in forma sostenibile. Con ciò si vuole incamminare la Colombia per un sentiero di rapida crescita economica ed alti tassi di occupazione. […] L’area di politica appoggia direttamente l’area agrobusiness nell’implementazione di progetti produttivi fomentando, mediante riforme legali ed istituzionali, la competitività e lo sviluppo della Colombia. Appoggia anche l’implementazione di riforme critiche richieste per l’effettiva messa in marcia del Trattato di Libero Commercio –TLC”.

Il programma MIDAS è chiaramente uno strumento di politica economica internazionale, utilizzato dai governi colombiano e statunitense, che prevede la modifica del quadro legislativo colombiano e degli orientamenti produttivi dell’agricoltura del paese al fine di rendere entrambi più permeabili alle strategie geopolitiche statunitensi. Gli ambiti di ingerenza del programma di aiuti allo sviluppo nel quadro normativo di uno stato sovrano sono numerosissimi:

“Attraverso il suo intervento negli sviluppi legislativi per contribuire al rafforzamento dell’istituzionalità ed al consolidamento dello sviluppo dei diritti umani, l’area di Politica lavora in differenti ambiti. Lavora in: Mercati Finanziari – Competitività – Agricoltura, Foreste e Ambiente – Acceso al Mercato della terra – Norme tecniche – Legislazione sul lavoro – Standard Sanitari e Fitosanitari – Dogana – Servizi – Politica Fiscale”.

Ancor più numerosi appaiono se si considera che il programma, nominalmente, è destinato allo sviluppo alternativo di circoscritte aree rurali, al fine di sostituire la coltivazione di coca con altre coltivazioni che garantiscano un guadagno lecito agli agricoltori . Invece di adattarsi alle norme vigenti nel paese di intervento, è l’agenzia ad adattare a sé le norme, subordinando l’implementazione del progetto e la distribuzione dei benefici alla creazione di un quadro legislativo ed economico adeguato al proprio modus operandi ed agli obiettivi di politica economica internazionale dei quali è portavoce. I “beneficiari” del progetto non hanno chiaramente alcuna voce in capitolo sugli obiettivi del programma, sulle riforme legislative che l’agenzia di aiuti ritiene necessarie, sulla politica economica decisa dal governo del proprio paese: il programma di sviluppo scavalca ed esautora le reali istanze partecipative e democratiche del popolo, relegandolo ad una falsa partecipazione meramente strumentale all’implementazione del progetto.

La strategia nazionale di sviluppo alternativo: agrocombustibili e sicurezza

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